L’esigenza di esprimersi e di comunicare insita nell’essere umano diventa, in alcuni casi, un vero e proprio bisogno che comporta il ricorrere a modalità di comunicazione che esulano da mezzi e luoghi canonici di espressione. CONDIVIDERE una parte di se stessi con gli altri permette di creare dei legami che arricchiscono i discorsi, trasformando e concretizzando un canale diverso di comunicazione dove sorge, inevitabilmente, l’eterogeneità, la DIVISIONE la quale conduce alla creazione sinergica, a una espressione plurale di un’esigenza singolare.

Con.divisione è una residenza artistica per autori provenienti da diverse aree dell’Italia e dell’estero nata nel 2012 a Mola di Bari. Gli artisti operano interagendo con l’ambiente ospite, partendo dalle loro reciproche esperienze, utilizzando diversi media e con un’ attitudine tesa a riconsiderare costantemente il presente in modo critico e costruttivo.
La residenza per come viene concepita, organizzata e vissuta, diventa un momento in cui è ancora possibile sviluppare e trovare uno spazio concreto dove incoraggiare la reciproca libertà di pensiero ed azione.

Nel tempo Con.divisione si è formalizzata come un meeting point per un collettivo informale di artiste e artisti che ha dato vita a sinergie, collaborazioni, altre esperienze analoghe. In un momento di crisi come quello attuale solo il semplice atto di incontrarsi, discutere, condividere la produzione e la quotidianità, scambiare idee, ampliare i punti di vista, le competenze e le conoscenze, anche interpersonali, aumenta senza dubbio la nostra consapevolezza ed è in sé un importante modo di proporre esempi alternativi a quelli convenzionalmente diffusi. Non si tratta semplicemente di un’opportunità pratica ma soprattutto di fornire uno spazio nel quale sia possibile soddisfare le necessità di ognuno, in termini di sperimentazione e pianificazione futura.

Una delle caratteristiche fondamentali dell’approccio che ha contraddistinto tutte le edizioni è stata la volontà di utilizzare il più possibile materiali di risulta o autoprodotti e di riciclare ciò che già c’è, dando di volta in volta nuova vita e nuove forme alla materia. Approcciarsi alla produzione culturale in questi termini significa cercare di elaborare in modo comune dei metodi attraverso i quali essere in grado di alimentare il processo di condivisione al di là della sola dimensione del ‘qui ed ora’, in uno spazio collettivo dove queste pratiche di produzione, apprendimento e comportamento libere ed indipendenti si formalizzino.