Elogio del lavoro minimo
INSTALLAZIONE
“Adoro il lavoro, ma detesto la fatica. La fatica che cosa è? La fatica è quel dolore fisico che si oppone alla continuazione del lavoro.” Le parole di Enzo Del Re ci ricordano che l’essere umano è naturalmente attivo e creativo. Ma il lavoro, a causa degli squilibri sociali, si è trasformato solamente in un’attività massacrante e faticosa, perdendo la sua dimension più libera e immaginativa. Anche il sudore, associato alla fatica, è diventato segno di sforzo e sacrificio, anziché di vitalità. Eppure si suda anche senza far “niente”: dormendo, passeggiando, ascoltando il suono del mare. “Elogio del Lavoro Minimo” presenta i risultati di attività quiete e distensive, esponendo i segni del sudore su indumenti inzuppati nel mare di Mola e poi indossati durante momenti di apparente inattività, che in realtà sono alla base della vita creativa. L’installazione audiovisiva accompagna le tele, mostrando il contesto di tali esperienze che seguono una logica temporale opposta alla fretta e alla frenesia. Lavorare sì, ma con lentezza. Con il contributo musicale di Michele Rampino.
Video: Like-Usual
Foto: Aleksandra Kononchenko








