Edizione 14

Bombast

Sandro L’Abbate, Luca Tornato

INSTALLAZIONE

Un monitor verticale mostra uno scorrere continuo di immagini: il feed in tempo reale di una telecamera di sorveglianza a infrarossi, simile a quelle impiegate nei conflitti armati per identificare e colpire bersagli umani, si alterna a un video registrato che mostra le mani di un bambino mentre gioca con un aquilone. BOMBAST mette in tensione due visioni: l’occhio freddo e calcolatore della macchina e la fragilità di un gesto infantile. Il titolo richiama un linguaggio gonfio, teatrale, privo di sostanza: lo stesso che, tra propaganda e giornalismo emotivo, giustifica l’ingiustificabile. Un lessico ipocrita e imbellettato che accompagna i massacri con retoriche d’effetto, ma vuote di reale umanità. L’effetto scrolling rende fluido ma disturbante il passaggio tra realtà e rappresentazione, tra violenza e innocenza, tra controllo e gioco. La sequenza del bambino entra in dialogo con l’installazione Retorica presente nello stesso spazio, creando un cortocircuito simbolico e visivo che rende ancora più evidente l’assurdità e la contraddizione del linguaggio bellico contemporaneo.

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