Edizione 14

Achiropita/Acheiropita

Luca Tornato

INSTALLAZIONE

Come se fossero emerse da una cripta segreta o fossero state conservate per secoli in un reliquiario dimenticato, le opere qui esposte evocano immediatamente l’idea di una memoria antica, sacra, intoccabile. Eppure si tratta di reliquie “false”, manufatti contemporanei incisi al laser che simulano reperti di un tempo mai esistito, confondendo l’occhio e la percezione del visitatore. L’artista gioca con l’ambiguità tra autenticità e artificio, tra passato e presente, creando un cortocircuito temporale nel cuore del Castello Angioino-Aragonese di Mola di Bari: queste reliquie sembrano aver sempre fatto parte dei “tesori” del maniero, eppure sono il risultato di una tecnologia fredda e precisa, specchio di un presente che cerca costantemente di ricostruire il proprio mito. Una riflessione sulla durezza della materia e del tempo, ma anche sul bisogno profondamente umano di credere, conservare e tramandare. Queste reliquie false riflettono un bisogno di radici, una malinconia della fede, un cuore duro che tuttavia continua a cercare qualcosa in cui credere. Achiropita significa “non fatto da mani”. Come la Sindone di Torino, questi pezzi sono stati prodotti da un’elevata quantità di luce emessa in un breve lasso di tempo (in questo caso, un laser), imprimendo l’immagine sul materiale senza l’uso delle mani. LEGENDA
1 San Giorgio bizantino uccide il drago. File vettoriale, circa 15 minuti su pietra e licheni.
2 San Giorgio uccide il drago. File raster, circa 30 minuti su pietra arrugginita.
3 Icona bizantina di San Giorgio. File vettoriale, circa 12 minuti su pietra.
4 San Giorgio in compagnia di un drago a causa di una violazione della politica sui contenuti (generato dall’intelligenza artificiale). Circa 45 minuti su pezzo di metallo arrugginito.
5 San Giorgio in compagnia di un drago a causa di una violazione della politica sui contenuti (generato dall’intelligenza artificiale). Circa 22 minuti su pietra.
6 San Giorgio uccide il drago. File vettoriale di circa 6 minuti su armadio di legno.

Foto: Aleksandra Kononchenko

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