Siamo giunti alla dodicesima edizione di Con.divisione, un progetto di residenza artistica che si concentra sulla transdisciplinarità e sul mettere in relazione il patrimonio culturale materiale e immateriale del territorio (Sud, Puglia, Mola di Bari) con i linguaggi del contemporaneo. Questa edizione della residenza avrà, per la prima volta, un tema: Egemonia Culturale.

Quest’anno la residenza si propone di esplorare l’egemonia culturale come strumento per reinventare le forme e le pratiche culturali. Gli intellettuali nella società contemporanea svolgono un ruolo cruciale nella riproduzione del patrimonio artistico, assumendo la responsabilità di coltivare e curare la cultura come si fa con la semenza o il concime in agricoltura. Attraverso sensibilità, conoscenza, capacità di analisi e cura, si può contribuire a evitare la desertificazione culturale, le carestie immaginifiche e promuovere raccolti abbondanti di nuove idee e prospettive.

Durante il periodo di residenza verranno approfondite le questioni legate al ruolo della cultura all’interno della società contemporanea come ponte tra teoria e pratica. Sarà fondamentale riflettere su come si possa contribuire a creare una direzione intellettuale e morale che soddisfi le esigenze fondamentali della società, evitando astrattismi. Come sosteneva Gramsci, l’egemonia non è semplicemente un esercizio di coercizione, ma una forma di controllo che avviene attraverso la costruzione di consensi e la condivisione delle idee dominanti da parte delle masse.

Oggi, mentre a livello internazionale assistiamo ad una spinta delle destre per costruire una propria egemonia che legittimi il potere, è essenziale richiamare il concetto gramsciano di egemonia culturale e osservare come sia stato distorto e adattato a una logica molto diversa da quella originale. Gramsci elaborò il concetto di egemonia culturale durante il periodo del fascismo, ritenendo fondamentale una cultura che fosse voce e pensiero delle classi subalterne e oppresse, uno strumento di riscossa e di lotta.

La condivisione diventa così la forma di egemonia culturale più promettente da cui ripartire. Attraverso pratiche di rigenerazione, prendendosi cura dei territori e delle relazioni sociali, reinventando gli spazi e creando luoghi che intercettino le esigenze emergenti. Queste pratiche si autogenerano, trasformando i vuoti in spazi reinventati, e diventando strumenti di cambiamento.

Nel contesto attuale, in cui le libertà individuali e collettive sono in crisi identitaria, queste progettualità possono acquisire un valore politico in grado di offrire la possibilità di un movimento che dia voce a ciò che altrimenti rimarrebbe impercettibile. Soprattutto quando, come in questo caso, vengono attivate dal basso ed in un contesto di Provincia del mezzogiorno.

Con.divisione mira a creare un ambiente di scambio, riflessione e collaborazione tra artist* e pubblico, consentendo di costruire una cultura inclusiva, plurale e rispondente alle esigenze del nostro tempo. La residenza ospiterà artiste e artisti che indagheranno la relazione tra arte e attivismo. In particolare, si esplorerà come il pensiero di Gramsci possa essere declinato alla luce delle nuove questioni contemporanee: i flussi migratori, le politiche di genere, le nuove povertà e la fragilità dell’ecosistema.

Con.divisione 12 fornirà uno spazio di ricerca e sperimentazione, consentendo alle artiste e agli artisti di esplorare nuove prospettive e approcci e di entrare in relazione con pratiche legate alla tradizione. Saranno incoraggiati a esplorare il ruolo dell’arte come strumento di cura e transizione culturale, valorizzando la sua capacità di creare connessioni, stimolare il dialogo e promuovere il cambiamento. Le pratiche culturali ibride sfuggono alle regole del mercato e del capitalismo, si darà spazio a iniziative che pongono l’accento sul bene comune e sull’impatto sociale, trasformando gli spazi e generando nuove relazioni e dinamiche culturali.

Offrendo nuovi alfabeti per raccontare un nuovo mondo.

IN RESIDENZA:
Emma Bartolini, Jonni Bongallino, Alessandro Caccuri, Fabio Caccuri, Marco Caricola, Mattia Catalano, Carlotta Cerrato, Baco_Giovanni Cristino, Max Magaldi, Giuliana Nanna, Aleksandra Konochenko, Rada Koželj, Alessandro Miracapillo, Maria Palmieri, Cristian Rizzuti, Rodolfo Surico, Luca Tornato, Ettore Ventura.

A cura di: Fabio Caccuri
Organizzazione: Officina dell'Arte, delle_cose
Documentazione: LikeUsual, Alexandra Kononchenko

We have reached the twelfth edition of Con.divisione, an artistic residency project that focuses on transdisciplinarity and on connecting the tangible and intangible cultural heritage of the territory (South, Puglia, Mola di Bari) with contemporary languages. This edition of the residency will, for the first time, have a theme: Cultural Hegemony.

This year, the residency aims to explore cultural hegemony as a tool to reinvent cultural forms and practices. Intellectuals in contemporary society play a crucial role in the reproduction of artistic heritage, taking on the responsibility of cultivating and nurturing culture as one does with seeds or fertilizer in agriculture. Through sensitivity, knowledge, analytical skills, and care, it is possible to contribute to avoiding cultural desertification and imaginative famines, promoting abundant harvests of new ideas and perspectives.

During the residency period, issues related to the role of culture within contemporary society as a bridge between theory and practice will be explored in depth. It will be fundamental to reflect on how one can contribute to creating an intellectual and moral direction that satisfies the fundamental needs of society, avoiding abstractions. As Gramsci argued, hegemony is not simply an exercise of coercion, but a form of control that occurs through the construction of consensus and the sharing of dominant ideas by the masses.

Today, while at an international level we are witnessing a push from the right to build its own hegemony to legitimize power, it is essential to recall the Gramscian concept of cultural hegemony and observe how it has been distorted and adapted to a logic very different from the original one. Gramsci developed the concept of cultural hegemony during the fascist period, considering it fundamental to have a culture that was the voice and thought of the subaltern and oppressed classes, a tool for recovery and struggle.

Sharing thus becomes the most promising form of cultural hegemony from which to restart. Through regeneration practices, taking care of territories and social relations, reinventing spaces, and creating places that intercept emerging needs. These practices are self-generating, transforming voids into reinvented spaces, and becoming tools for change.

In the current context, where individual and collective freedoms are in an identity crisis, these projects can acquire a political value capable of offering the possibility of a movement that gives voice to what would otherwise remain imperceptible. Especially when, as in this case, they are activated from the bottom up and within a provincial context in Southern Italy.

Con.divisione aims to create an environment of exchange, reflection, and collaboration between artists and the public, allowing for the construction of an inclusive, plural culture that responds to the needs of our time. The residency will host artists who will investigate the relationship between art and activism. In particular, they will explore how Gramsci's thought can be applied in light of new contemporary issues: migratory flows, gender politics, new poverties, and the fragility of the ecosystem.

Con.divisione 12 will provide a space for research and experimentation, allowing artists to explore new perspectives and approaches and to engage with practices linked to tradition. They will be encouraged to explore the role of art as a tool for care and cultural transition, valuing its ability to create connections, stimulate dialogue, and promote change. Hybrid cultural practices escape the rules of the market and capitalism; space will be given to initiatives that emphasize the common good and social impact, transforming spaces and generating new cultural relations and dynamics.

Offering new alphabets to tell the story of a new world.

IN RESIDENCY: Emma Bartolini, Jonni Bongallino, Alessandro Caccuri, Fabio Caccuri, Marco Caricola, Mattia Catalano, Carlotta Cerrato, Baco_Giovanni Cristino, Max Magaldi, Giuliana Nanna, Aleksandra Konochenko, Rada Koželj, Alessandro Miracapillo, Maria Palmieri, Cristian Rizzuti, Rodolfo Surico, Luca Tornato, Ettore Ventura.

Curated by: Fabio Caccuri
Organization: Officina dell'Arte, delle_cose
Documentation: LikeUsual, Alexandra Kononchenko

Edizione 2023