Maul! - Il Castello Contemporaneo, l’antico maniero di Mola di Bari si trasforma ancora una volta in un crocevia di narrazioni, incontri e sfide sensoriali. Questo luogo, con la sua stratificazione storica e architettonica, incarna un ciclo eterno di morte, trasformazione e rinascita. Così imponente sulla costa, al sorgere e al tramontare del sole estivo sembra addormentarsi, trasmettendo un senso di ancestralità, immerso in questo ciclo eterno. Eppure, allo stesso tempo, è incredibilmente vivo, animato da creature che lo abitano, lo vivono e lo modificano, ognuna prendendosene cura a modo proprio. La tredicesima edizione di “Con.divisione” vede la fusione di voci e visioni provenienti dall’Italia, dal Brasile, dall’Austria, dalla Spagna, dalla Turchia e dalla Bielorussia, in una residenza artistica che si è fatta luogo di confronto transdisciplinare e interculturale.
Officina dell’Arte - APS, catalizzatore di ricerca e sperimentazione dal 2012, guida questo progetto, che quest’anno si presenta con un’immagine inaspettata: un’insegna luminosa “HOTEL” sul tetto del castello. Questo simbolo evoca una riflessione ludica e critica sul turismo di massa e sulla snaturalizzazione del territorio, un invito a riconsiderare il rapporto tra accoglienza, identità e globalizzazione. Il fenomeno della turistificazione, proprio per la quantità di peso mobile che porta con sé, trasforma i paesaggi sia sul piano estetico che su quello culturale. Le città, spesso, diventano palcoscenico di messe (in scena) di tradizioni, soggettività e peculiarità locali, che vengono sovrascritte dalle semplificazioni e omologazioni necessarie allo spettacolo del turismo. Questo processo riduce le tradizioni locali a mere attrazioni turistiche, portando alla morte di pratiche autentiche non conformi a una visione preconfezionata di “decoro urbano” o, peggio, alla loro svendita come semplici decorazioni esotiche prive di significato. In questo contesto, “Con.divisione” si configura come un laboratorio transdisciplinare.
Gli artisti, provenienti da diverse parti del mondo, esplorano la dialettica tra conservazione e trasformazione, autenticità e artificio, con un approccio ludico e sperimentale. Mentre ci immergiamo nelle problematiche locali, non possiamo ignorare il contesto internazionale, dove le tensioni e le contraddizioni del nostro tempo amplificano le riflessioni sulla nostra società. Dalle guerre in corso al genocidio del popolo palestinese, fino alle dinamiche di genere e alla lotta per l’uguaglianza e il femminismo, questa residenza offre un terreno fertile per la discussione e la riflessione su come questi temi si intersecano e influenzano il nostro vivere. L’ecologia, intesa non solo come tutela ambientale ma anche come riflessione sui rapporti di potere e sullo sfruttamento delle risorse, si intreccia con la pratica artistica, sviluppandosi al crocevia tra tecnologia e tradizione, innovazione e memoria.



